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terça-feira, 15 de julho de 2014

"Ho Veduto" dos New Trolls (1968)



Ho veduto nascere il sole dai ghiacci di Thule
Ho veduto i riflessi dorati delle moschee
Le onde adulte della Guascogna, gli squali bianchi
I tucul, le case dei ricchi e ho pianto.

Ho veduto mare che è mare terra che è terra
Come in me, come a Lisbona, come da noi.

Ho veduto grano che è grano, fango che è fango
Ho ascoltato il linguaggio del mondo e ho pianto.

Video: Youtube

sexta-feira, 15 de julho de 2011

"Lisbona" de Mattia Donna (2007)


Viaggiando per Lisbona
con la bocca impiastricciata
molti tagli sulle mani
e ben poco di credibile
non sono sicuro
di come siano andate le cose
ma c’è qualcuno più gentile
sulla riva in un’ultima ora
ma c’è qualcuno più gentile
sulla riva in un’ultima ora

Vivono sulle colline
nelle trincee
parlano con i cani
e sorvegliano il fiume
si lamentano degli angoli
e danno tutto per partire
hanno la meraviglia
intrappolata tra il dolore e le dita
hanno la meraviglia
intrappolata tra il dolore e le dita

Oltrepassando i carri nella piazza
ho avuto come l’impressione
di essere già passato di qui
e tra poco la notte calerà di colpo
e le nostre intenzioni
non basteranno a coprirci
da molti giorni cammino
sul fianco della strada
e seguo la pioggia
che brilla come quarzo
nella luce di un faro
inseguo la pioggia
che brilla come quarzo
sulla coda del faro

Mentre l’inverno s’impone
e sprofonda i suoi fianchi
sui rimasugli di calore
sulla gloria delle parole
e questa notte io vorrei
essere come l’acqua del fiume
che abbandona nel buio la città
e quel che avanza sarà collera
e quel che avanza sarà sdegno
camminando oltre ai fuochi
dove non si va

E lei sorride sempre
quando arriva
e nell’angolo accartoccia
i suoi vestiti
e ti socchiude
ti chiude ancora la bocca
ma il suo dente migliore
sarà dove il pensiero si fa dolce
ma il suo dente migliore
sarà dove il pensiero si fa dolce

Viaggiando per Lisbona
con la bocca impiastricciata
molti tagli sulle mani
e ben poco di credibile

sexta-feira, 15 de outubro de 2010

"Canzone Della Bambina Portoghese" de Francesco Guccini (1972)


E poi e poi, gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose.
E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote...
E tutti, sai, ti san dire come fare,
quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual'è il vero vero...
E poi, e poi, tutti chiusi in tante celle fanno a chi parla più forte
per non dir che stelle e morte fan paura...

Al caldo del sole, al mare scendeva la bambina portoghese,
non c'eran parole, rumori soltanto come voci sorprese,
il mare soltanto e il suo primo bikini amaranto,
le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle...

Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare...
O sogni o visioni, qualcosa la prese e si mise a pensare,
sentì che era un punto al limite di un continente,
sentì che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte...

E in questo sentiva qualcosa di grande
che non riusciva a capire, che non poteva intuire,

che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, quell' oceano infinito...
Ma il caldo l'avvolse, si sentì svanire e si mise a dormire
e fu solo del sole, come di mani future;
restaron soltanto il mare e un bikini amaranto...

E poi e poi, se ti scopri a ricordare, ti accorgerai che non te ne importa niente
e capirai che una sera o una stagione son come lampi, luci accese e dopo spente
e capirai che la vera ambiguità
è la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini...
E poi, e poi, che quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere,
ma il qualcosa che ti porti dentro,
cioè vivere, vivere e poi, poi vivere
e poi, poi vivere


CANÇÃO DA MENINA PORTUGUESA
LA "CANZONE DELLA BAMBINA PORTOGHESE" IN PORTOGHESE
Versione di Riccardo Venturi

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E após, e após
A gente vem pr'aqui e te diz
Que já sabe todas as leis das coisas.
E todos, sabes,
Orgulham-se como cegos
De verdades feitas de fórmulas vazias,
Dizer-te o que há-de fazer,
Que leis há-de respeitar,
Que regras há de observar,
O que é a verdade sem falta
E após, e após,
Todos fechados em tantas celas
Falam um mais alto do outro
P'ra não dizer que estrelas e morte
Fazem medo.

À beira-mar, no sol quente
Estava a ir a menina portuguesa.
Não havia palavras, só um barulho
Como vozes surpresas.
Só havia o mar,
E o seu primeiro biquini amaranto,
As coisas mais lindas,
E a alegria do calor na pele.

Os amigos perto dela pareciam
Sumergidos pela voz do mar;
Sonhos, visões, uma ou outra a tomou
E começou a pensar;
Sentiu que era un ponto
No limite dum continente,
Sentiu que era nada
O Ocêano imenso diante dela

E nisso sentia
Algo tão grande
Que não conseguia alcançar,
Que não podia perceber;
Te-lo-ia explicado
Se o tivesse percebido
Ela, e o Ocêano infinito;

Mas o calor a envolveu,
Sentiu-se esvair e adormeceu,
E só foi do sol,
Como de mãos para vir,
Só ficou o mar,
O mar e um biquini amaranto.

E após, após,
No meio das tuas lembranças
Vais perceber
Que não te importa disso,
Vais perceber
Que uma tarde ou uma estação
São relâmpagos,
Luzes acendidas e apagadas.

Vais perceber
Que a verdadeira ambiguidade
É a vida que a gente vive,
É o que a gente chama
Ser homes,
E após, após,
O vício que nos vai matar
Não será fumar, beber
Mas o que temos em nós,
Isto é viver, viver,
Viver, viver.